«Esprimo ferma condanna e profonda preoccupazione per l’ennesimo episodio di violenza avvenuto a Schiavonea. Sono fatti che non possono e non devono trovare alcuna giustificazione: minano la sicurezza, alimentano tensioni sociali e mettono a rischio la convivenza civile» – ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche Sociali Pasqualina Straface, ribadendo vicinanza alla comunità e ringraziando le forze dell’ordine per il lavoro di controllo.
La Calabria, ha aggiunto Straface, è una terra accogliente, ma l’accoglienza non può trasformarsi in marginalità, sovraffollamento o insediamenti informali che diventano ghetti e alimentano tensioni. «Serve una risposta equilibrata ma decisa: legalità, prossimità, servizi, integrazione vera. Non slogan, ma lavoro concreto».
I programmi già attivi
In un contesto altamente critico, la Regione Calabria ha messo in campo programmi strutturali e risorse ingenti, con un modello d’intervento che coinvolge Comuni ed enti del terzo settore. Tra le misure operative richiamate dall’assessore:
- Inte(g)razione (FAMI): rafforzamento della governance dell’inclusione lavorativa e supporto ai servizi pubblici territoriali.
- ToGether(e): supporto alle ASP per i servizi sanitari.
- Calabria Friends: insegnamento della lingua italiana con fondi FAMI.
- Su.Pr.Eme. 2: interventi nelle aree più fragili (Piana di Sibari e Gioia Tauro) contro caporalato, sfruttamento, marginalità abitativa e irregolarità.
Quest’ultimo progetto prevede Poli Sociali Integrati, Budget di Integrazione, social housing e voucher abitativi, oltre a trasporti, mobilità sociale e percorsi professionali per migranti, con attenzione particolare a donne e minori.
Solo per queste linee strategiche la Regione gestisce oggi oltre 10,8 milioni di euro tra FAMI, PN Inclusione e FESR, destinati a integrazione, abitare, prevenzione dello sfruttamento, rafforzamento dei servizi territoriali e politiche attive del lavoro.
Un tavolo operativo con i Comuni
«Di fronte a ciò che sta accadendo – ha proseguito Straface – è necessario aprire rapidamente un tavolo operativo con i Comuni di Corigliano-Rossano e Cassano all’Ionio per valutare ulteriori strategie di intervento. Non basta reagire agli episodi: bisogna pianificare interventi strutturati e misurabili. La Regione c’è, con misure, professionalità e risorse».
Integrazione come ordine e sicurezza
«Non possiamo permettere che in Calabria si creino ghetti o sacche di invisibilità. L’inclusione non è buonismo: è ordine, sicurezza, diritti e doveri. È garantire lavoro regolare, abitazioni dignitose, servizi sociali efficaci e percorsi di autonomia. È così che si prevengono le tensioni e si costruisce una comunità più forte. Su questo la Regione continuerà a lavorare, con pragmatismo, concretezza e spirito di collaborazione» – ha concluso l’assessore.