Calabria, gestione del territorio e risorse idriche: i geologi chiedono presidi permanenti e pianificazione dinamica

Calabria, gestione del territorio e risorse idriche: i geologi chiedono presidi permanenti e pianificazione dinamica

 

Nel dibattito sul governo del territorio, la gestione delle risorse idriche assume un ruolo sempre più centrale, soprattutto in una fase storica segnata dagli effetti dei cambiamenti climatici. A evidenziarlo è il presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria, Giovanni Andiloro, che richiama l’urgenza di una pianificazione fondata su solide basi conoscitive e su strumenti innovativi.

Eventi estremi e fragilità del territorio

L’aumento della frequenza e dell’intensità di alluvioni, siccità e precipitazioni estreme sta modificando profondamente la distribuzione delle piogge, generando:

  • esondazioni e allagamenti,
  • movimenti franosi,
  • instabilità diffusa dei versanti.

In questo scenario, la pianificazione territoriale non può prescindere da un approccio integrato e scientificamente fondato, capace di leggere le reali caratteristiche dei territori.

Il ruolo strategico del bacino idrografico

Il bacino idrografico rappresenta il sistema fisiografico di riferimento per ogni intervento di prevenzione e gestione del rischio. Si tratta di un sistema dinamico che richiede monitoraggio costante e strumenti di controllo adeguati.

Da tempo i geologi propongono l’istituzione di presidi idrogeologici permanenti, misure non strutturali in grado di:

  • rafforzare il patrimonio conoscitivo,
  • supportare piani di monitoraggio continuo,
  • migliorare la capacità di previsione e prevenzione.

Tecnologie digitali e intelligenza artificiale

Negli ultimi anni, l’evoluzione tecnologica ha aperto nuove prospettive nella gestione del rischio idrogeologico. Strumenti come:

  • monitoraggio satellitare,
  • intelligenza artificiale,
  • sistemi avanzati di simulazione e previsione,

stanno diventando alleati fondamentali per analizzare sistemi complessi, migliorare la pianificazione e rendere più efficaci le opere di mitigazione e i sistemi di allerta.

Risorse idriche: una ricchezza ancora poco sfruttata

La Calabria è potenzialmente ricca di acque superficiali e sotterranee, ma la loro reale disponibilità è spesso limitata da:

  • irregolarità dei deflussi,
  • carenze infrastrutturali,
  • inefficienze nella gestione.

Per questo, secondo Andiloro, è necessario puntare su una pianificazione adattiva, capace di orientare scelte strategiche basate sulle risorse effettivamente disponibili.

Tra le soluzioni proposte:

  • accumulo delle acque in piccoli e medi serbatoi nei periodi di abbondanza,
  • ricarica controllata delle falde,
  • revisione e potenziamento delle infrastrutture esistenti.

Il confronto con il Distretto Idrografico

Queste tematiche sono state al centro di un recente incontro tra l’Ordine dei Geologi della Calabria e il Segretario del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, Vera Corbelli.
Al centro del confronto:

  • la rilevanza della pianificazione di bacino sovraordinata,
  • il ruolo tecnico dei geologi,
  • la necessità di strumenti di pianificazione dinamici e aggiornabili.

Sostenibilità e grandi opere

Il tema della sostenibilità riguarda anche le grandi opere infrastrutturali, che richiedono:

  • reperimento di materiali,
  • gestione dei materiali di risulta,
  • attenzione al quadro normativo, soprattutto per gli scavi e la realizzazione di gallerie.

Il ruolo del geologo

Dalle analisi emerge con chiarezza il ruolo strategico del geologo, figura in grado di:

  • costruire quadri conoscitivi accurati del territorio,
  • individuare criticità e opportunità,
  • supportare la governance delle risorse idriche e georisorse,
  • contribuire allo sviluppo sostenibile della Calabria.

Un ruolo, conclude Andiloro, “di fondamentale importanza ed elevata efficacia operativa”, indispensabile per affrontare le sfide ambientali e infrastrutturali dei prossimi anni.

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