Rende, la fanfara dei Bersaglieri in concerto nella chiesa di Gesù Misericordioso

Piume nere al vento, fanfara in testa e di corsa a 180 passi al minuto, è così che si presentano i Bersaglieri noti in tutto il mondo per questi tre simboli distintivi e che sono specialità della Fanteria e vanto dell’Esercito Italiano.

E proprio così, correndo, ha fatto il suo ingresso, lungo la navata della chiesa di Gesù Misericordioso di Santo Stefano di Rende, la fanfara del 1° Reggimento Bersaglieri di Cosenza, che custodisce la bandiera di guerra con il più elevato numero di medaglie. Il concerto della fanfara, voluto dal Parroco, Don Mario Ciardullo, si è tenuto ieri sera. Il Parroco ha presentato il momento musicale ricordando la bellezza e la grandezza della musica nella nostra vita perché spalanca l’anima al buono e al bello.

La fanfara sotto la guida sapiente del Maestro, Sergente Maggiore Capo, Francesco Malandrino ha aperto la serata con l’Inno di Mameli; ogni brano è stato introdotto spiegandone il significato e la storia . Il suono cristallino delle trombe e dei tromboni si alza potente e melodioso, bravissimi i “ragazzi” dell’Esercito che hanno eseguito Flik Flok la Marcia dei Bersaglieri, La Ricciolina,il famoso “Amami Alfredo” dalla Traviata, ma anche Jingle Bells, Bianco Natale, e ricordato Domenico Modugno con Volare e Piove.
Il concerto si conclude con la standing ovation dei presenti e la richiesta del bis; ma prima si canta ‘O surdato ‘nnammurato, immortale melodia napoletana, che descrive la tristezza di un soldato che combatte al fronte durante la prima guerra mondiale e che soffre per la lontananza dalla donna di cui è innamorato. Per il bis arrivano due richieste, O’ Sole Mio e nuovamente l’Inno di Mameli: tutti in piedi ad applaudire e ringraziare i Bersaglieri che hanno augurato, nella persona del Maestro Malandrino, buon Natale e invocato la benedizione del Signore sulle famiglie dei militari e i presenti.

Ma come e quando nacque questo corpo così amato? Fu Alessandro Ferrero de La Marmora, allora capitano del Reggimento Guardie del Regno di Sardegna, a proporre, 187 anni fa, la costituzione di una nuova specialità di fanteria d’assalto, che avrebbe rivoluzionato il modo di combattere. Il 18 giugno 1836 nascono infatti i Bersaglieri, truppe a carattere ardito, caratterizzate da iniziativa, abilità di tiro e massima mobilità sul campo di battaglia.

Dalla Prima Guerra d’Indipendenza ad oggi i “fanti piumati” dell’Esercito continuano infatti a essere protagonisti, insieme agli altri corpi e specialità della Forza Armata, in diverse missioni internazionali come in Libano, Somalia, Bosnia, Lettonia, Kosovo e Iraq. Sul territorio nazionale si occupano della salvaguardia delle libere istituzioni e lo svolgimento di compiti specifici in circostanze di pubbliche calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza.

Un grazie al Parroco per aver offerto alle numerose famiglie presenti, ai giovani, ai piccoli così incuriositi e festanti, la possibilità di vivere un momento unico, emozionante e ricco di contenuto.

Grazie alla Fanfara del Primo reggimento di Cosenza dei Bersaglieri, grazie al maestro Malandrino, URRA’!

Luisa Loredana Vercillo 

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