Cosenza, alta velocità, istituito comitato scientifico/politico e prodotto documento unanime

Deliberato un comitato misto scientifico/politico di cui fanno parte Demetrio Festa, Roberto Musmanno, Luigi Martirano, Giuseppe Lo Feudo, Franz Caruso, Domenico Lo Polito, Flavio Stasi, Virginia Mariotti, Pino Capalbo e Gianni Papasso.

La decisione è stata assunta dalla riunione dei rappresentanti istituzionali delle municipalità del territorio provinciale  di Cosenza, svoltasi ieri sera a Palazzo dei Bruzi, convocata dal sindaco di Cosenza Franz Caruso e dal primo cittadino di Castrovillari, Domenico Lo Polito, per concordare insieme le strategie più efficienti di mobilitazione dei territori al fine di contrastare le scelte che allontanano sempre di più la costruzione di infrastrutture di collegamento ad alta velocità a servizio delle aree più popolose della provincia cosentina.
L’incontro ha prodotto anche la scelta  unanime di costituire, oltre al comitato scientifico/politico, un tavolo tecnico-scientifico con i rappresentanti, tra l’altro, della Regione Calabria e di Rfi ed un documento che lunedì prossimo, 22 gennaio, sarà trasmesso al Ministro Matteo Salvini, al Vice Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi, al capo dipartimento del MIT per la programmazione strategica, i sistemi infrastrutturali, di trasporto a rete, informativi e statistici, Enrico Maria Pujia, all’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana, Gianpiero Strisciuglio ed alla direzione operativa di Rete Ferroviaria Italiana Vincenzo Macello. Di seguito il testo del documento:
“I sindaci dei Comuni della area urbana cosentina, del territorio del Pollino, dello Jonio, della valle dell’Esaro, dei Comuni ricadenti nella destra del Crati e della valle del Crati esprimono profonda preoccupazione perché le scelte annunciate da RFI, di fatto, rinviano sine die la realizzazione dell’intero tratto calabrese della linea ferroviaria di Alta Velocità.
Anzi, non è infondato il timore che, addirittura, l’Alta Velocità possa fermarsi in Basilicata, tagliando definitivamente il collegamento della Sicilia e della Calabria dalle grandi linee di comunicazione nazionali ed europee. Una eventualità, quest’ultima, che si pone in netto contrasto con la proposta di realizzazione del Ponte sullo Stretto. Infatti, l’attraversamento stabile dello Stretto senza una moderna linea di Alta Velocità ferroviaria rappresenterebbe uno spreco di ingenti risorse finanziarie, dal momento che i tempi di percorrenza, dalla Sicilia e dalla Calabria, verso le direttrici europee rimarrebbero inalterati rispetto a quelli odierni.
La fondatezza della preoccupazione dei Sindaci è dovuta alla incertezza e alla confusione a cui sono sottoposti i programmi di  RFI.
I recenti annunci, sulla progettazione della linea AV ferroviaria di collegamento tra Salerno e  Reggio Calabria, sono la dimostrazione di  come si intende procedere a danno della Calabria e della Sicilia. Infatti, senza alcuna motivazione e senza valide e qualificate ragioni tecnico-scientifiche, è stato messo in discussione il progetto rinveniente da uno studio di fattibilità, costato all’erario pubblico per una spesa di circa 35 milioni di euro, che prevede la realizzazione di un percorso che da Salerno si snoda attraverso Romagnano, Praia a mare, Tarsia, Cosenza, Lamezia, Gioia Tauro fino a Reggio Calabria. Lo  studio di fattibilità, oltretutto esplicita sufficienti e ragionevoli motivazioni per escludere il percorso lungo la dorsale tirrenica, per chiari impedimenti dovuti alla conformazione orografica- geologica dei territori interessati.
In tutte le sedi istituzionali, dal Parlamento alla Regione Calabria, il progetto approvato, che si snoda attraverso il passaggio da Praia a Tarsia, è stato presentato come una opzione conveniente e fattibile. Su questo progetto è  stata contestualmente orientata  la programmazione finanziaria con una quota del PNRR e, soprattutto, con investimenti previsti nel fondo complementare del bilancio dello Stato. Una scelta netta, di assoluta certezza della fonte finanziaria,  compiuta dagli ultimi due Governi nazionali che hanno preceduto l’attuale esecutivo presieduto dalla Presidente on. Giorgia Meloni.
Infatti, oltre ad un investimento di  1,8 Mld di euro  previsto nel PNRR, con la legge 101 del 2021 è stato  approvato un significativo finanziamento aggiuntivo di ben 9,4 Mld. Tale finanziamento è stato specificatamente finalizzato per un importo di 4,3 Mld per la tratta Romagnano-Praia, 3,9 Mld per la realizzazione del lotto Praia-Tarsia ed 1,2 Mld per il raddoppio della galleria Santomarco.
Le scelte e le modalità di tale percorso sono state però  immotivatamente cancellate dai vertici di RFI in sede di “dibattito pubblico” per il lotto Romagnano- Praia. In quella sede, non soltanto è stata proposta l’ipotesi di variazione del percorso lungo la dorsale tirrenica, senza alcun supporto tecnico-scientifico,  ma, si è presentato  un quadro finanziario, che in maniera assai sorprendente, stravolge le scelte effettuate dalla stessa RFI. Si presenta, così, un quadro finanziario che prevede un aumento vertiginoso dei costi già programmati. Tutto ciò,  senza credibili e fondate giustificazioni. Basti pensare che quasi l’intero importo previsto per la costruzione dell’opera fino a  Tarsia,  8 Mld dei 9,4 deliberati nel bilancio dello Stato, sarebbe oggi esclusivamente assorbito dai costi del lotto Romagnano-Praia.  Ma ad aggravare il quadro già drammatico, è la notizia pubblicata oggi sulla stampa secondo cui, come dichiarato nella relazione finale al “dibattito pubblico” addirittura ” i fondi non bastano fino a Praia”.
È grave che tutto ciò avvenga con il complice silenzio del ministro Salvini e dell’intero Governo nazionale, nonché con l’adesione passiva del presidente della Regione Calabria,  Roberto Occhiuto.
I sindaci dei Comuni, riunitisi in data odierna nel Salone di rappresentanza di palazzo dei Bruzi a Cosenza,  chiedono, sulla base delle suddette e  fondate preoccupazioni, un immediato  confronto congiunto  con il Governo nazionale e la  Regione Calabria, per definire una coerente programmazione finanziaria finalizzata ad una realizzazione dell’opera da  Salerno a Reggio Calabria, in maniera compiuta e funzionale. È grave che alla cancellazione della scelta dei finanziamenti deliberati dai precedenti Governi nazionali, oggi si voglia sovrapporre la pratica dell’annuncio di  ipotesi di finanziamenti improbabili o addirittura inesistenti, dal momento che non c’è  riscontro e riferimento alle fonti di bilancio.
I sindaci chiedono, altresì,  sulla base della relazione finale del “dibattito pubblico “, relativo alla tratta Romagnano-Praia a mare, che venga definito e concordato il percorso più conveniente, fattibile e funzionale non solo ad una sensibile riduzione dei tempi di percorrenza dei collegamenti da Reggio Calabria verso il nord d’Italia e di Europa, ma  alla realizzazione di un percorso che faccia della Alta Velocità l’asse centrale di una rete ferroviaria capace di consentire la piena integrazione ed organicità dei collegamenti per l’intero territorio regionale ed evitare che oltre due terzi  della  popolazione calabrese, in particolare quelli della fascia ionica,  rimanga ancora esclusa  dalle grandi direttrici nazionali ed europee.
A tal fine, I sindaci auspicano una moratoria affinché si possa concertare una programmazione che veda anche la Calabria effettiva destinataria della realizzazione dell’intera opera da Salerno fino a Reggio Calabria”.

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